Le Armi

L'armamento del popolo celtico, innovativo in quanto a forme e materiali, influenzò quello di tutta l'Europa.

Un palese esempio si ha dai romani, che nella loro evoluzione militare incorporarono prima una forma d'elmo chiamato gallico, poi perfezionarono gli scudi aggiungendo bande metalliche sui bordi, sperimentando infine - con Scipione - il Gladius Hispaniensis, una spada di origine iberica.

Qui in breve sono riassunte le caratteristiche di alcuni armamenti inseriti nel gioco.

Spada: gioiello dei celti, è considerata l'arma più nobile. La spada lunga lateniana si presenta come arma a una mano, a doppio taglio, da affondo e da fendente. E' caratterizzata dell'ammanicatura a codolo e impugnatura ad X, con le estremità inferiori spesso decorate con spirali che, sull'elsa, originano rilievi antropomorfi, più o meno particolareggiati. La lama è a doppio fendente lunga una sessantina di centimetri.

Lancia: così come in tutti i contesti militari dell`Età del Ferro, anche in quello celtico le lance hanno sempre occupato un posto di rilievo, almeno durante il periodo Antico La Tène. Più facile e meno dispendiosa da costruire di una spada, visto che l`elemento metallico si limita alla cuspide e al puntale (la piccola cuspide posta sull`estremità inferiore dell`asta dell`arma), la lancia era largamente utilizzata da tutti i guerrieri celti. La lancia celtica originaria, che in seguito venne mutuata anche dai Germani, è conosciuta dalle fonti romane col nome di "framea".

Arco: arma da tiro per eccellenza, l'arco era uno strumento conosciuto largamente in tutta l'Europa antica ed utilizzato per fini venatori o persino ludici. Nel contesto europeo funge più da fonte di disturbo delle manovre nemiche, che arma offensiva pura.

Scudo: a differenza dei loro omologhi mediterranei, spesso rotondi o curvi, gli scudi celtici si distinguono per la morfologia ellittica e piatta sostenuta da una nervatura centrale saliente, detta spina. Questa morfologia, come pure la collocazione dell`impugnatura orizzontale, implica un`utilizzazione dinamica dell`arma e riporta a quello che fu uno dei principali punti di forza delle schiere celtiche rispetto a quelle mediterranee di impostazione oplitica, almeno durante il loro periodo di massima espansione: la mobilità. Lo scudo quindi, da semplice strumento di difesa statica, diviene presso i Celti uno strumento maneggevole, con un`impugnatura orizzontale che consentiva agevoli movimenti di rotazione, utilizzabile anche come arma da offesa, capace di sferrare colpi con i bordi e l`umbone.

Elmi: i pochi elmi celtici ritrovati (pochi se paragonati ai ritrovamenti di umboni, di lame e di cuspidi) erano probabilmente esclusivo appannaggio delle classi aristocratiche e la loro funzione era tanto pratica quanto scenica. L`elmo celtico classico presenta una forma allungata o conica, ideata per deviare i colpi delle armi da taglio, e spesso presenta una protezione posteriore fissa per la nuca e due protezioni laterali mobili per le guance. Sono stati trovati anche modelli più complessi, come l`elmo britannico ritrovato nel Tamigi, ornato da due corna in bronzo, o quello di Canosa di Puglia, munito di due cannule di bronzo che dovevano ospitare piume o altri ornamenti, la cui reale funzionalità è ancora dubbia.