I Celti erano organizzati in trib¨ guerriere, fiere e ardite; "Signori del Ferro" furono i primi a forgiare questo metallo con elevata abilitÓ artigianale e tecniche innovative.

Fra i guerrieri, nerbo del popolo celtico, rientravano tutti gli uomini liberi abilitati a portare un'arma. Non si trattava di una casta chiusa; all'occorrenza potevano combattere anche contadini ed artigiani.

Ogni occasione era buona per cercare di conquistare la gloria senza fine.

Il guerriero celta era temuto soprattutto per il suo aspetto, decisamente una delle armi migliori per intimidire l'avversario, assieme al grande clamore e lo sprezzo della morte ritenuta semplicemente un momento di passaggio e ponte fra due esistenze.

Consuetudine dei guerrieri, infatti, era quella di tingersi col guado -un colore turchino- per apparire in battaglia orridi ed animaleschi. Portavano spesso i capelli impastati con acqua e gesso, pettinati all'indietro, sulla fronte e verso l'alto. Alcuni si radevano la barba, altri ostentavano sulle guance rasate dei grandi baffi che coprivano l'intera bocca.

Spesso combattevano nudi, protetti solo da intricati disegni tribali sulla pelle che fungevano da protezione magica e da molti "catalizzatori" di energie come il torque, anelli o bracciali ed elmi cornuti o decorati da forme animali.

Urla e invettive di vario genere completavano il pittoresto quadro che si presentava agli occhi del nemico.

La principale tattica di battaglia prevedeva l'uso di incursioni rapide finalizzate all'accumulo di bottino, mentre le guerre tra trib¨ e le faide tra clan vicini erano occasioni per l'affermazione del proprio valore e della propria abilitÓ personale.

Da ricordare che la parte pi¨ preziosa del bottino, oltre ad armi e gioielli, era la testa del nemico pi¨ valoroso. Si riteneva infatti che la sede dell'anima fosse la testa e che i druidi avessero la capacitÓ di riattaccare qualsiasi parte del corpo ad eccezione del capo. Reciderlo dava la certezza che il nemico non sarebbe mai tornato in vita. Per questo motivo gli scontri individuali erano solo una dimostrazione del proprio valore personale.

In tutto questo anche le donne possedevano una loro collocazione, non inferiore a quella degli uomini: con essi combattevano e morivano.