La maggior parte delle notizie riguardanti i druidi è giunta fino a noi grazie ai testi latini e mitologici irlandesi, questi ultimi trascritti dai monaci cristiani. E' da tenere presente il fatto che, senza dubbio, alcuni dati sono stati alterati ed adattati al contesto sociale, culturale e, soprattutto, religioso.

Per capire chi e cosa fossero i Druidi è bene conoscere la presunta etimologia del nome stesso, attraverso la quale si può intuire quanto i celti si sentissero legati alla natura ed ai suoi cicli.

La parola Druida, che in irlandese diventa Drui ed in gallese Derwydd , deriva forse dalla parola gallica Dervo, ovvero "quercia" , che il irlandese e gallese è molto simile (irl. Daur , gal. Derw) . Secondo altre interpretazioni il termine significherebbe "molto saggi" o "saggi dei boschi". il che può portarti a pensare che i druidi fossero "conoscitori dei boschi", ovvero individui capaci di comprendere intimamente la natura e di relazionarsi profondamente con essa, muovendosi a metà fra il mondo umano e quello invisibile.

Emblemi e cardini della cultura celtica, distinguendosi all'interno della Tuatha (tribù) per le loro doti, i Druidi non ricoprivano solo un ruolo sacerdotale, ma possedevano un forte potere politico, fungendo anche da giudici e da consiglieri dei Righ (Re) anche in battaglia, da guaritori, da memoria storica di un popolo che non utilizzava di fatto la parola scritta.

E' da sottolineare, a questo punto, che il termine "druidi" è piuttosto generico ed indica tutti i membri della classe sacerdotale, composta da: arpisti, poeti, satireggiatori, storici, medici, coppieri, narratori, giudici ed indovini.

Essi dovevano essere immuni da qualsiasi tara o da qualsiasi difetto fisico o intellettuale e non soggiacevano a nessun tipo di obbligo o di interdizione.

Scendendo in battaglia essi erano in grado di fermare gli eserciti solamente sollevando un ramo di quercia.

Espressione più profonda e rappresentativa di uno spirito libero, legato alla natura (principale ed eventuale elemento di coesione fra le tribù), i Druidi erano anche insegnanti e accettavano alle loro scuole itineranti qualsiasi ragazzo realmente dotato che desiderasse istruirsi. Occorrevano molti anni (circa diciotto o venti) per completare la loro formazione, imparando poemi, canti, incantesimi e maledizioni.

I Druidi privilegiavano lo spirito e affermavano che la grazia divina si conquistava con la lotta e che ciascuno era responsabile di se stesso: la loro parola era il più potente mezzo magico conosciuto. Rifiutare la loro parola o contravvenire ad un loro veto significava attirare su di sé e sul proprio popolo terribili maledizioni e sventure.

Mediante la parola il Druida lanciava le interdizioni (che avevano lo scopo di proibire un'azione), le imposizioni (che obbligavano a fare qualcosa ed erano strettamente vincolanti), le predizioni, gli elogi (per esaltare le qualità), i biasimi (per criticare) e le cosiddette “satire” (terribili incantesimi cantati e in rima), diretti contro un individuo o un gruppo e in grado di provocare decadenza fisica, deformità, impotenza, malattie ripugnanti, comportamenti riprovevoli ed in ultimo la morte.